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Golf - straordinaria impresa dei fratelli Molinari

Vincono L’Omega Mission Hills Worls Cup in Cina

 

E' LA 26ª VITTORIA AZZURRA IN CAMPO INTERNAZIONALE NEL 2009

Un anno straordinario per il golf italiano si è concluso con una impresa straordinaria: l'Italia dei fratelli Edoardo e Francesco Molinari ha vinto l’Omega Mission Hills World Cup, disputata sul percorso disegnato dal campione spagnolo José Maria Olazabal, uno dei dodici campi del Mission Hills Golf Club, il mega resort tra le città di Shenzhen e Dong Guan in Cina. Gli azzurri, che hanno conquistato il trofeo per la prima volta, hanno segnato lo score di 259 colpi (64 66 61 68), ventinove sotto par, e grazie al 68 nel foursome finale hanno preceduto di misura l'Irlanda di Rory McIlroy e Graeme McDowell (260 - 58 68 64 70) e la Svezia di Robert Karlsson ed Henrik Stenson (260 - 64 65 62 69), campione uscente.
E’ la 26ª vittoria italiana del 2009 in campo internazionale (16 dei professionisti e dieci dei dilettanti).
Al quarto posto con 262 l'Inghilterra (Ross Fisher/Ian Poulter), che ha realizzato un ottimo 64, al quinto con 266 il Giappone (Hiroyuki Fujita/Ryuji Imada), al sesto con 267 l'Australia (Robert Allenby/Stuart Appleby), e al settimo con 268 la Germania (Martin Kaymer/Alex Cejka), la Corea (Charlie Wi/Y.E. Yang), il Sudafrica (Rory Sabbatini/Richard Sterne), il Galles (Stephen Dodd/Jamie Donaldson) e gli Stati Uniti con John Merrick e Nick Watney risaliti dal 22° con un eccellente 62 (10 birdie di cui sette consecutivi). Quanto mai deludente la Spagna (Gonzalo Fernandez-Castaño/Sergio Garcia), 27ª e penultima con 281.
L’Italia ha iniziato il turno finale al secondo posto, alla pari con la Svezia, con un colpo di ritardo dall’Irlanda che ha condotto nei primi tre giri. Gli azzurri erano quarti a sei colpi dai leader dopo 18 buche, poi hanno operato la paziente rimonta portandosi a quattro e al terzo posto a metà gara e al secondo con una sola lunghezza da recuperare dopo l’eccellente 61 nel fourball del terzo turno.
La Svezia alla terza buca del giro finale è passata in vetta grazie a un birdie che si è combinato con un bogey degli irlandesi, i quali però hanno avuto una stupenda reazione e con quattro birdie nelle buche successive si sono portati a “-29”. La Svezia è andata a “-27” (birdie alla 7ª) e l’Italia è rimasta sul “-25” per un birdie (5ª), un bogey (6ª) e un paio di putt da birdie abbastanza abbordabili mancati da Francesco Molinari. All’ottava gli irlandesi hanno perso un colpo, così come i nordici e alla nona gli azzurri ne hanno tratto profitto con un birdie. Al giro di boa Irlanda a “-28”, Svezia e Italia a “-26”.
Gli episodi chiave dalla buca 10 alla 13. Sulla prima McIlroy ha incredibilmente sbagliato un putt di una settantina di centimetri per il par e l’Italia dalla 11ª ha infilato tre birdie consecutivi, gli ultimi due con due lunghissimi putt di Francesco Molinari. A cinque buche dal termine gli azzurri si sono trovati con due colpi di vantaggio sull’Irlanda, penalizzata anche da un paio di ulteriori sbandate di McIlroy sensibilmente frastornato dopo il clamoroso errore, e sulla Svezia, che aveva messo a segno un birdie alla 11ª.
Da quel momento è emersa la grande classe e solidità dei due torinesi, che hanno saputo gestire una pressione enorme e che hanno fatto anche scelte tatticamente giuste, soprattutto con Edoardo Molinari al quale erano quasi sempre demandati i colpi al green. Alla 15ª (par 5) svedesi e irlandesi hanno realizzato il birdie, mentre l’Italia ha faticato a raccogliere il par e con un solo colpo di margine la tensione si è fatta altissima. La Svezia, che giocava avanti alle altre due contendenti, ha mancato un paio di putt per l’aggancio, poi sull’ultima buca Stenson è stato particolarmente sfortunato, perché la palla del possibile spareggio ha girato attorno alla buca ed è uscita.
Finale comunque ancora da brividi, perché l’Irlanda ha messo la palla con il secondo colpo a bordo green, mentre Edoardo l’ha infilata in un bunker a destra della bandiera. Francesco ha eseguito una grande uscita con palla a un metro dall’asta, mentre McDowell ha tentato di imbucare senza fortuna. McIlroy non ha fallito il par, ma ogni idea di play off è scomparsa quando un attimo dopo Edoardo ha messo a segno il putt vincente e ha iniziato a saltare per tutto il green abbracciato al fratello.
“E’ stata una giornata dura - ha detto Francesco Molinari - perché stavamo affrontando alcuni tra i giocatori più forti del mondo. Si, è stato veramente difficile, però è molto più bello quando è così. Il titolo ce lo siamo meritato, perché abbiamo attaccato sin dal primo giorno, cercando sempre il birdie. I due putt lunghi che ho messo a segno alle buche 12 e 13, credo che siano stati la chiave di volta della gara”.
Edoardo ha spiegato il secondo colpo alla 18: “La palla è andata diritta, non ha piegato di poco come volevo ed è finita in bunker. Francesco, però, ha eseguito un’uscita eccellente e io ho avuto un putt da un metro. Tensione? Certo, c’è sempre in questi casi, però ho guardato la linea insieme a mio fratello e non ho avuto incertezze nel colpire, perché sapevo cosa dovevo fare”. Reazioni in Italia? “Mi auguro - ha concluso Francesco sorridendo - che la nostra impresa venga apprezzata. Certo che questa volta l’abbiamo fatta veramente grossa...”
Raggiante il presidente della Federazione Italiana Golf Franco Chimenti: "In un anno assolutamente straordinario, questo è il successo più bello di tutti e io penso che ci ripeteremo. Io credo che siamo soltanto agli inizi di un grande ciclo, ma le 26 vittorie stagionali internazionali sono il prodotto di un paziente lavoro di costruzione che sta procedendo da anni e che ha visto mettere insieme tasselli importantissimi. E la mia grande fiducia è supportata anche da quanto c'è dietro queste vittorie, ossia dai tanti piazzamenti conseguiti, dalle numerose volte in cui i nostri atleti sono stati in corsa per il titolo, pur non raggiungendolo, e dai giovani che stanno crescendo bene. I due fratelli Molinari hanno grandissimo talento e quanto hanno ottenuto è merito esclusivamente della loro classe. Alle spalle, però, hanno una Federazione che sta seguendo sia loro che gli altri atleti nel modo giusto e con le strutture adeguate. E mi piace anche ricordare che questo è stato l’anno in cui la FIG ha raggiunto il traguardo storico dei centomila tesserati".
Alla gara hanno preso parte 28 compagini: 18 qualificate di diritto (tra le quali per la prima volta l’Italia grazie alla posizione di Francesco Molinari nel World Ranking, attualmente 37° mentre Edoardo è 63°), nove attraverso le tre qualifiche e la Cina quale paese ospitante. Il montepremi era di 5.500.000 dollari di cui 1.700.000 sono andati alla coppia italiana.
In precedenza la miglior prestazione azzurra era stata firmata nel 1998 ad Auckland, in Nuova Zelanda, da Costantino Rocca e da Massimo Florioli: l'Italia arrivò seconda a due colpi dall'Inghilterra di Nick Faldo e David Carter, mentre Rocca fu secondo anche nell'individuale preceduto di un colpo dallo statunitense Scott Verplank.
Per i fratelli Molinari è stata la terza World Cup consecutiva (Italia 17ª nel 2007 e 19ª nel 2008). La coppia si è formata in concomitanza della prima edizione dell’evento al Mission Hills, dove rimarrà fino al 2018, salvo che non venga rinnovato l’accordo siglato per 12 anni. Nel 2006 Francesco Molinari ha disputato il torneo insieme a Emanuele Canonica (Italia 8ª).
di Redazione Centrale 29/11/2009 08:32
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